Gli eredi in un danno morte di un congiunto

Posted by on ottobre 11, 2018

Il risarcimento agli eredi per danno morte di un congiunto

La perdita del diritto alla vita (danno tanatologico o danno morte di un congiunto) determina la nascita di un diritto al risarcimento in capo agli eredi ed a carico dell’autore dell’evento dannoso.

Azioni da compiere per il danno morte di un congiunto.

In primo luogo i prossimi congiunti possono richiedere il risarcimento del danno alla salute (danno biologico iure proprio). Si tratta della lesione all’integrità psico-fisica che le persone più “vicine” alla vittima possono subire. Tale danno deve essere provato con specifiche perizie medico-legali.

Per i parenti può anche prospettarsi il risarcimento del danno morale. Ovvero un interessamento nel risarcimento delle sofferenze e del perturbamento dell’animo. Anche in tale ipotesi si configura l’onere probatorio per colui che richieda il risarcimento.

Chiarificatrice è in proposito la Cassazione. Non vi è dubbio in linea di principio che possa sussistere in favore dei prossimi congiunti di un soggetto ucciso un danno morte alla salute cd. iure proprio, di questi congiunti.  E’ necessario, però che anche per questo danno biologico posto in essere dall’agente sia accertata in concreto una compromissione dell’integrità psico-fisica del soggetto, che si assume danneggiato”.

Il danno biologico iure hereditatis

La categoria più dibattuta tra quelle concernenti il risarcimento ai parenti della vittima da fatto illecito del terzo è il danno biologico iure hereditatis. Il problema riguarda la risarcibilità agli eredi del “danno alla salute”.

Si distingue tra due ipotesi diverse: la perdita istantanea della vita e le lesioni con successivo esito mortale.

Il bene salute e il bene vita: una visione distinta per inquadrare il danno morte di un congiunto

Distinguendo il “bene salute” dal “bene vita” si ritiene, infatti, che la morte non costituisca la maggiore possibile lesione della salute ma incida sul distinto e separato diritto alla vita.

La lesione della integrità psico-fisica (salute) subita da un soggetto è ritenuta risarcibile ai suoi eredi. Non così per la privazione della vita la cui risarcibilità non è ritenuta trasmissibile. Il danno alla salute presuppone pur sempre un soggetto in vita.

Lesioni e morte, il fattore tempo influisce sulle responsabilità

Un “apprezzabile lasso di tempo” è il periodo che deve intercorrere tra la produzione delle lesioni e la morte perché si produca in capo agli eredi il risarcimento del danno biologico da morte del congiunto. In caso di morte immediata, questo diritto per i congiunti è escluso. Sussiste invece, nell’ipotesi di sopravvivenza anche per un breve periodo in quanto la vittima abbia avvertito e subito le conseguenze del danno.

Una volta accertata la sussistenza dell’“apprezzabile lasso di tempo”  la liquidazione del danno biologico iure hereditatis dovrà essere effettuata tenendo conto della particolare gravità del cd. “danno biologico terminale”.

I criteri di liquidazione, puri o tabellari

Il giudice di merito può, naturalmente, utilizzare il criterio di liquidazione equitativo “puro” o servirsi dei criteri tabellari. Infatti: “limitare la liquidazione del danno biologico terminale alla mera applicazione dei valori liquidatori tabellari a punti per ogni giorno di validità, comporta la liquidazione del principio sopradetto in tema di necessaria personalizzazione dei valori monetari espressi dalle tabelle”.

Contenuto testuale tratto da: 101professionisti 

Per maggiori informazioni, Vi invitiamo a contattarci telefonicamente per approfondire le Vostre necessità nei casi di malasanità con danni a congiunti o casi di perdita vita.

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