Farsi risarcire è un diritto. Ma quanto può arrivare a costare?

come farsi risarcire - studio 2m palermo

Posted by on giugno 26, 2019

Farsi risarcire per un caso di malasanità: come? Con quali costi?

Non sempre, nonostante i titoli altisonanti di giornali e tv, le colpe mediche sono palesi e facili da dimostrare per farsi risarcire. Tutt’altro. Eliminati i casi di “falsa” malasanità, ovvero di tentativi non chiari di ottenere risarcimenti non dovuti, vediamo quali siano i costi per ottenere un risarcimento.

Quanto costa iniziare una causa per danno medico? Quanto tempo ci vuole prima che un processo penale o civile arrivi ad una sentenza definitiva? Quali gli strumeti giusti per farsi risarcire?

La risposta è: anni. Non solo, le spese possono essere molto alte, con esempi di costi che arrivano oltre i 50.000 euro.

Le vie alternative per farsi risarcire

Tanti studi lavorano senza acconti e senza anticipi, secondo la formula (adottata in Sicilia da Studio 2M Palermo) del “paghi solo a conclusione positiva della pratica”. Il compenso dovuto ai legali e a tutto lo staff è a percentuale sul quantum ottenuto e se si perde, nulla è dovuto. Farsi risarcire non comporta così costi e spese vane.

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Avviare una richiesta di risarcimento per responsabilità medica

Il danneggiato deve operare una scelta quando decide di rivolgersi ad uno studio specializzato in malasanità. Le domande che deve porsi sono:

Cosa voglio ottenere? In quali tempi?

Ecco che allora illustrare il nostro metodo aiuta a chiarirsi le idee. La nostra esperienza ci porta ad illustrare le varie fasi in modo chiaro e trasparente.

Prima fase: trattativa stragiudiziale

E’ la sede forse più importante e delicata. Danneggiato e presunto danneggiante entrano in contatto, si mettono a fuoco i profili di responsabilità e si avvia una vera e propria “composizione” di quanto avvenuto.

Se chi ha causato il danno medico non dovesse dare alcun feedback, non partecipando quindi alla risoluzione o alla mediazione, si procede con gli strumenti legislativi messi a disposizione dalla giurisdizione per farsi risarcire.

Seconda fase: il tentativo di mediazione e il ricorso per Accertamento Tecnico Preventivo (ATP)

Questo strumento è entrato nella norma delle prassi quando parilamo di responsabilità medica. Non è più nel campo della composizione stragiudiziale, ma rientra in un vero e proprio quadro normativo del ricorso.

A grandi linee, il ricorso viene accolto da un giudice che incarica un consulente tecnico d’ufficio. Questa figura è altamente tecnica e specialistica ed è necessaria vista la complessità della materia in contendere.

L’ATP produce quindi una prova documentale molto importante, che, se non è risolutiva immediatamente, può essere utilizzata nel successivo giudizio ordinario al fine di farsi risarcire.

Il regime dei costi

Cambia il regime dei costi: sono infatti i costi vivi che assumono un peso più significativo per parte ricorrente.

Il nostro studio, per aiutare tutti coloro che non possono spendere decine di migliaia di euro per la mediazione civile obbligatoria, per il ricorso in ATP, per uno o più gradi di giudizio, mantiene anche nei gradi successivi alla composizione stragiudiziale la formula del “paghi solo se risarcito”. In pratica, assicuriamo loro un abbattimento di oltre il 90% sul totale delle spese che altrimenti ogni danneggiato si vedrebbe addebitare.

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