Il risarcimento dei danni da colpa medica

  • Colpa medica: approfondimenti in merito al risarcimento dei danni

    I medici nell’esercizio della loro professione possono incorrere in colpa medica lieve o in colpa medica grave. Il distinguo nasce dall’individuare nella colpa medica mancanza di diligenza, per riscontrata e provata negligenza o per manifesta imperizia. La responsabilità del medico deve essere provata, in modo chiaro e non contraddittorio, sia in sede stragiudiziale che giudiziale laddove occorresse ricorrere a un coinvolgimento del tribunale. In questo caso la risoluzione potrebbe divenire processuale o extraprocessuale a seconda dei casi medici in oggetto. La parte lesa agisce nominando lo studio patrocinatore o il legale domiciliatario per la prescrizione dei termini. Segue il coinvolgimento di uno o più medici legali di parte per la redazione della perizia medico legale.

    Nella perizia del medico legale deve essere dimostrato il nesso causale o l’excursus clinico che ha procurato al paziente danni o lesioni. La perizia medico legale contiene solitamente, ma ogni caso viene gestito dal medico legale in base alle proprie competenze, le conclusioni in cui viene indicato l’errore o presunto errore medico e vengono attribuite le relative responsabilità mediche, professionali, o di colpa medica di chi è intervenuto. Il tipo di errore o cattiva condotta del medico nella perizia deve essere esplicitato: il paziente, con la sua perizia di parte, deve rendere manifesto se si tratta di negligenza, imperizia o imprudenza, ancora indicherà il tipo di danno di cui è vittima, documentando le lesioni lievi o grave riportate.

    La perizia medico legale del paziente, deve contenere una dichiarazione la quale stabilisce che le cause relative alle lesioni riscontrate sul paziente sono causa del comportamento del medico, il quale con negligenza o imperizia o imprudenza ha causato un errore lieve o grave. Rientrano nella tipologia di colpa medica lieve, che è cura del paziente dimostrare, quel tipo di errore assimilabile a errori nell’applicazione di una procedura medica, in un intervento chirurgico sbagliato, l’errata somministrazione di una cura. La colpa grave è invece inerente errori riguardanti modalità di intervento più complessi: il paziente deve dimostrare che i modi delle cure ricevute si discostano dalle normali prescrizioni ed esulano da metodi comunemente accettati. Il riconoscimento della colpa medica, sia essa lieve o grave, è concetto distinto dalla quantificazione del danno biologico che grava sul paziente danneggiato. Motivazioni di ordine pratico o legate alla volontà del paziente danneggiato guidano alla scelta della strada da seguire. Molto spesso è il consiglio di medici legali, patrocinatori o avvocati che permette di stabilire quale sia l’iter più giusto.

    La quantificazione e il risarcimento del danno avvengono in via stragiudiziale quando parte danneggiante, su cui grava la responsabilità professionale e la colpa medica, e danneggiato trovano un accordo senza ricorrere all’arbirtrato del Tribunale. Si può altresì aprire un percorso giudiziale interpellando il tribunale che convocherà le parti e metterà in atto procedure processuali per il riconoscimento della colpa medica. Il processo o la ricostruzione dell’accordo in sede civile conduce al risarcimento dei danni. Si ricorre invece alla sede penale quando la volontà del paziente è rivolta all’otteinimento di una condanna penale del medico, con una provvisionale che verrà stabilita in un secondo momento rispetto al riconoscimento penale della colpa.

    PRIMA DI INTRAPRENDERE IL PERCORSO STRAGIUDIZIALE, CIVILE O PENALE VI INVITIAMO A UN CONFRONTO CON LA NOSTRA STRUTTURA PER CAPIRE QUALI AZIONI POSSANO ESSERE PIU’ INDICATE IN RELAZIONE ALLA PRESUNTA COLPA MEDICA CHE AVETE SUBITO. 

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